IO NON ADORO QUELLO CHE VOI ADORATE – GIOVANNI LINDO FERRETTI PER NEGATI

Ve l’ha cantato, ha continuato a salmodiare per farvelo capire: “Non fare di me un idolo mi brucerò, se divento un megafono m’incepperò, cosa fare non fare non lo so, quando dove perché riguarda solo me”, e prima ancora vi aveva sbeffeggiato con “e poi mi vuoi fedele a te all’avanguardia alle novità adorante il progresso le mode la modernità mi sono sviluppato già abbastanza non ne posso più mi sono sviluppato anche troppo anche di più, ma tu cosa mi dai? Cosa mi dai di te?”. Lo avete già lapidato (o tentato) varie volte, quando i CCCP duettarono con Amanda Lear (“Tomorrow”), avete storto il naso quando i CSI sono arrivati al primo posto della classifica, fregandovene che la qualità fosse comunque altissima, e poi lo scandalo degli anni 2000, Ferretti torna a casa (ma la sua casa non vi eravate accorti quale fosse), folgorato sulla via di Damasco dal cardinale Ratzinger, forse anche dall’essere sfuggito alla morte varie volte, dall’adolescenza fino all’ultimo tumore, riconciliato coi suoi monti e i suoi morti, nell’accudire la madre nei suoi ultimi anni. E poi solo flagellazioni, per il suo libro “Reduce”, altamente spirituale e poco filosovietico, per l’amicizia con Giuliano Ferrara (c’è di peggio, pare che De André fosse amico di Fabio Fazio, o così dice quest’ultimo), per le dichiarazioni di voto non allineate, perché aveva una (bellissima) rubrica su “Avvenire”, e infine per le sue ultime dichiarazioni ad Atreju, festa di Giorgia Meloni & Co., con la frase sui migranti che non era altro che un attacco al buonismo modaiolo di chi si fa bello facendo l’accogliente e dimentica di occuparsi dei suoi congiunti.

Ecco quindi Ferretti il rinnegato, Ferretti il rincoglionito, Ferretti l’opportunista. Ora, intanto per un cantante “rock” (fra migliaia di virgolette in questo caso) il massimo dell’opportunità è sempre essere allineato, essere un tipo da concertone del Primo Maggio con slogan buoni a far sventolare qualche bandiera (tipo il coach da talent Pelù), è molto più autolesionista farsi vedere in giro con Giorgia Meloni o elogiare il Papa Emerito. Per quanto riguarda il rincoglionito, invito tutti a leggere gli ultimi libri di Ferretti, o a guardare il bellissimo documentario “Fedele alla linea” per capire che non lo è affatto, lo sono di più gli ottusi odiatori di professione che popolano Facebook.

Arriviamo quindi all’accusa più infamante: Ferretti rinnegato. Premesso che è anche lecito cambiare idea, vorrei farvi capire che il percorso di Ferretti è molto più lineare di quanto crediate, parte cattolico di nascita, di formazione (nel film “Fedele alla linea” vi racconta tutto), poi gli anni in cui tutti si ribellano, il ’68, Lotta Continua, il PCI emiliano e la ricerca di un’estetica agli opposti dell’omologazione nazionale e occidentale che imperava nei tristi anni ’80. I giorni di Berlino Est gli fanno incontrare Massimo Zamboni e pensare che l’estetica (più che l’etica o la politica) da adottare è quella del blocco dell’Est unita alle tradizioni delle sue terre. Ecco i CCCP-Fedeli alla Linea, punk filosovietico e musica melodica emiliana. Ma cosa cerca già Ferretti che in realtà cercava da sempre? Rispondiamo con Battiato e con gli stessi CSI: “l’uno al di sopra del bene e del male”, una verità a cui tendere, in realtà Ferretti quando ha iniziato con i CCCP stava già “tornando a casa”, ma non la intravedeva ancora, chiamava in altri modi questa verità. “Il piano quinquennale, la stabilità”, “in principio era il Verbo, in principio era Pravda parola verità”, “Esiste lo so”…poi un provvisorio appoggio all’Islam più estremo fino ad un album, ancora dei CCCP che questo ritorno a casa lo certifica, “Canzoni preghiere danze del II° millennio – Sezione Europa”, in copertina un’immagine della Madonna, fra le tracce la canzone “Madre”, decisamente tendente all’Assoluto, e una canzone, “Svegliami”, in cui oltre a rimpiangere Paolo VI ci regala uno dei più bei versi che abbia mai scritto un autore italiano, e che rappresenta benissimo ciò che sto tentando di dirvi: “cerco le qualità che non rendono in questa razza umana che adora gli orologi e non conosce il Tempo”. E in questo album nasce anche il fastidio per l’omologazione in cui vorrebbero imprigionarlo i “fans”, nella canzone “Fedele alla lira?”, citata all’inizio di questo articolo insieme ad “A tratti” dei CSI, dal messaggio analogo. E’ arrivata poi la fine dei CCCP con “Epica Etica Etnica Pathos”, che contiene “Paxo de Jerusalem”, altro passo verso la Fede che molti ritengono erroneamente che Ferretti abbia ritrovato negli anni 2000, al tempo del disco di preghiere “Litania” con Ambrogio Sparagna. Poi vennero i CSI ed altri episodi di ricerca del divino, col dialogo di “Intimisto” e la cover di “E ti vengo a cercare”, con l’ineluttabilità di “Accade” e il conflitto interiore di “Millenni”, e con tutta la spiritualità che pervade l’ultimo album “Tabula Rasa Elettrificata”. Poi un nuovo gruppo, Per Grazia Ricevuta, con canzoni che riavvicinano sempre più Ferretti a casa: “I miei nonni”, “Cronaca montana”, e quell’autobiografia in pochi versi che è “Orfani e vedove”: “repubblicano, anticlericale che, da secoli e secoli, sono cristiano antifascista per indole, di fatto e partigiano so che ci ha liberato l’esercito anglo-americano l’esercito anglo-americano orfani vedove monaci guerrieri ci ha liberato l’esercito anglo-americano anglo-americano ero comunista del PCI emiliano, il miglior buon governo cittadino è per me un dovere amare il popolo ebraico, lo stato di Israele”.

E poi il susseguirsi di “scandali” di questo artista non allineato, oggi impegnato nell’opera equestre “Saga”, mentre i suoi colleghi cantanti replicano sé stessi all’infinito per compiacervi.

Giovanni Lindo Ferretti
Giovanni Lindo Ferretti
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IO NON ADORO QUELLO CHE VOI ADORATE – GIOVANNI LINDO FERRETTI PER NEGATI

8 pensieri su “IO NON ADORO QUELLO CHE VOI ADORATE – GIOVANNI LINDO FERRETTI PER NEGATI

  1. Antonio ha detto:

    Ciao Andrea, mentre leggevo il tuo articolo pensavo di averlo scritto io e di essermene dimenticato. Complimenti, hai, secondo me, centrato perfettamente la questione Ferretti LIndo Giovanni. Antonio

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